Monthly Archives: October 2011

The Onion: Il giornale americano che sa di cipolla.

In America esiste un giornale insuperabile in quanto ad ironia e creativita’. Qualcosa di veramente inedito e scritto in maniera semplicemente brillante. La prima cosa essenziale da sapere e’ che non dovrete pagare neanche un Cent per leggerlo.

Basta  aprire quei buffi contenitori verdi ai lati delle strade newyorkesi, raccoglierne una copia e portarsela a spasso per la citta’, in attesa di un raro momento di calma per godersene la lettura.

Ad una prima occhiata approssimativa, vi sembrera’ il solito quotidiano locale come ce ne sono a bizzeffe. Invece, The Onion, ovvero “ La Cipolla” , e’ qualcosa davvero fuori dal comune, una delle pubblicazioni piu’ buffe e a dir poco geniali che io abbia mai avuto modo di sfogliare.

Sia la grafica che il logo sono verdi e piu’ lo si legge, piu’ si comprende quanto il nome sia appropriato all’intento degli astuti creatori. The Onion nasce appunto nel 1988, dalla mente di due studenti dell’Universita’ di Madison nel Wisconsin, Tim Keck  e Christopher Johnson, che si mormora fossero in una situazione di crisi economica tale, da nutrirsi solamente di pane e cipolla.

 

 

In realta’, dietro a questo nome c’e’ ben altro, e se analizziamo la cipolla come frutto, verdura, radice o chicchessia comprendiamo cosa. La cipolla infatti, ha una forma buffa con quei ciuffi alla sua base, non e’ facile da sbucciare e non ha certo una fragranza attraente da destinare ad una colonia, per lo piu’ spesso lo stomaco fa fatica a digerirla.Ma la cipolla in cucina e’ un’ingrediente essenziale, quanto l’olio o il sale.Senza di Lei, molte pietanze risulterebbero banali o ancor peggio senz’anima. Della cipolla insomma, si ha assoluto bisogno e se ne potrebbe parlare per ore e ore!

The Onion e’ proprio cosi’, un giornale non semplice da digerire, ma profondamente intuitivo e accattivante, che ha sapore da vendere con la sua ironia sottile come gli strati di una cipolla.Come lei, e’ fondamentale, ma scomodo. Molto scomodo.

La genialita’ con cui  vengono elaborati i pezzi infatti e’ disarmante.Come in un normale quotidiano si spazia dall’attualita’, alla cronaca, fino allo spettacolo e allo sport, ma il tono e’ diverso: profondamente insito di satira e provocazione. Cattivo e allo stesso tempo, accattivante.Che ti fa sorridere un instante per poi farti decisamente innervosire. E cosi’ si prende gioco del mondo, ma soprattutto del suo lettore.

Quelle che mettono in prima pagina sono per lo piu’ notizie di poco rilievo, ( tipo: il gattino bloccato sull’albero), ma che non mancano mai di  critiche costruttive e denunce importanti. Non mancano notizie manipolate o del tutto inventate. Non ci sono insomma limiti a cio’ che questo impertinente giornaletto e’ in grado di raccontarci ancora e ancora.

 

A questo proposito, non posso fare a meno di citare un pubbliredazionale uscito in un numero di qualche mese fa, in cui campeggiava una finta reclame di un nuovo tipo di Marlboro, chiamate Earth: l’articolo le acclamava come la perfetta soluzione per l’annullamento del Global Warming, visto che uccidendo gli esseri umani, ne eliminava completamente le cause principali.La grafica pubblicitaria della marca era perfettamente credibile, proprio come il lungo redazionale che tentava di dimostrare quanto questo prodotto avrebbe aiutato madre natura a risollevarsi dal suo recente declino.

Ai problemi gravissimi che attanagliano il sistema e l’economia mondiale, si fondono genialmente storie inventate di sana pianta, lettere d’amore, notizie assurde con l’intento principale di ridicolizzare la realta’, o forse piu’ probabilmente di far sorridere  senza mai essere banale, stimolando interessanti riflessioni.

Il meraviglioso rischio e’ di confondere inevitabilmente la realta’ con la fantasia, poiche’  a scandire le nostre risate, ci  sara’ sempre la solita domanda: ma sara’ vero o no?

La risposta e’ chiara solo a chi sa bene che la realta’ spesso supera la fantasia e che un’assurda verita’ non ha niente di diverso da una reale fantasia. E soprattutto, che tutto questo e’ assolutamente esilarante.

Questo giornale merita una lettura e se non avete possibilita’ di reperirlo, c’e’ sempre il sito web http://www.theonion.com/ e la Onion News Network, la loro tv satirica visibile su You Tube!

http://www.youtube.com/user/TheOnion.

Che gusto ci sarebbe senza The Onion?

 

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2+2 fa sempre Fashion.Dalla matematica alla sartoria, proudly made in Brooklyn

Che la matematica non fosse un’opinione lo si era capito, ma qui a Cobble Hill, magico quartiere di Brooklyn dove il tempo si e’ fermato, c’e’ una ragazza davvero speciale, che ha fatto della matematica uno strumento di espressione creativa, volto a coronare un sogno di tante donne.Diventare una stilista di moda.


Karen fino a pochi anni fa faceva la prof. di matematica, portando avanti, contemporaneamente la passione per la sartoria.Dopo la laurea al Fashion Institute, si e’ trovata di fronte a un bivio e ha deciso di aprire la sua prima boutique nel Lower East Side,  patria assoluta di tutte le nuove tendenze modaiole newyorkesi. Dangerous Mathematicians e’ il nome di questo negozio che adesso si trova a Cobble Hill, un quartiere a dir poco delizioso, dove la qualita’ della vita, del cibo e soprattutto dell’abbigliamento e’ di gran lunga piu’ ricercata rispetto a Manhattan. Dove tutto ha un sapore europeo e un po’ parigino e l’atmosfera e’ spontanea e rilassata.Nei suoi vialetti verdi e tranquilli, si passeggia volentieri e senza fretta, lontano dai fastidiosi taxi gialli e dai rumori molesti dell’isola.L’aria e’ buona e profumata, quasi d’altri tempi.


Qui, su Atlantic Avenue, spicca fieramente la colorata boutique di Karen, con oggetti di alta qualita’ e magistrale sartoria. Capi disegnati e cuciti su misura uno ad uno nella sartoria sul retro. Abiti unici, proprio come un positivo fotografico o una commedia teatrale.Tutti, meravigliosamente diversi tra loro e allo stesso tempo eternamente belli.Cravatte maschili anni ‘60-70 decorate con fiori rosa, fiocchetti e accessori di ogni tipo. Lussuosi corsetti con perline colorate cucite una ad una, pizzi e merletti raffinatissimi.Eleganti bustiers che diventano cinture da indossare sui jeans, sopra ad una camicia bianca o al tubino.

Carini gli abiti anni ‘30 con applicazioni a patchwork, come anche le magliette e gli oggetti ispirati alla matematica, che raffigurano funzioni, parti di teoremi, calcoli e schizzi di ogni genere. Patrimonio evidente della sua storia e della sua essenza, ma soprattutto del suo “sense of style”.

In un panorama di stracci da pochi dollari e capi pret a’ porter overpriced, all’inno dell’usa e getta e del made in China, queste piccole sartorie di quartiere hanno un valore inestimabile per la moda americana, sia perche’ rappresentano l’abilita’ e la passione ancora viva di fare cose belle con le proprie mani, sia perche’ questi prodotti sono vere e proprie opere d’arte  e quindi piu’ speciali di ogni altra chincaglieria, strapagata.

D’altra parte moda e matematica hanno degli aspetti in comune, infinita creativita’ e come dice Karen, entrambe sono strettamente legate al mondo delle curve e della geometria.

L’attitudine matematica a strutturare il pensiero e a metterlo su carta in forme geometriche, infatti, ha influenzato particolarmente le sue collezioni.

Il corpo umano, d’altronde, non e’ che un insieme di curve su cui modellare abiti di stoffa.

E in fondo se ci piace o ci serve qualcosa, perche’ non costruirselo da se per una volta? Quest’oggetto poi non avra’ prezzo e forse ne avremo anche maggior cura.

Karen non e’ solo stilista ma anche imprenditrice di se stessa.Ecco perche’ ha appena lanciato un servizio di sartoria su misura via Skype, pensato per i clienti di tutto il mondo e per implementare le vendite.

A chi si trova in zona  comunque, consiglio vivamente di fare un salto alla sua boutique, magari sorseggiando un bollente Chai Latte in un freddo sabato pomeriggio, a Brooklyn.

Dangerous Mathemathicians

394 Atlantic Avenue Brooklyn, NY 11217

(718) 717-2248

http://dangerousmathematicians.com/

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